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Invecchiamento della pelle? i consigli della nostra dermatologa

L’invecchiamento cutaneo deriva dalla somma di fattori sia soggettivi (genetici, ormonali, abitudini di vita come la dieta, etc.) che ambientali. Si parla di cronoaging per definire l’invecchiamento che deriva dal trascorrere degli anni e di photoaging cioè dovuto all’esposizione al sole. Ovviamente crono e photoaging sono inscindibili e per contrastarli richiedono trattamenti mirati e personalizzati complessi che comprendono una fotoprotezione adeguata, la somministrazione di integratori a base di antiossidanti, un corretto regime dietetico ed interventi estetici mirati a migliorare il danno preesistente.

Le cellule del derma, ovvero della parte profonda della nostra pelle, vivono immerse all’interno di una matrice acquosa che esse stesse provvedono a creare. Il costituente essenziale di questa matrice è l’acido ialuronico, il quale trattiene a sé le molecole di acqua che donano al tessuto pienezza ed idratazione.

Con il progredire dell’età, le cellule del derma che producono questa preziosa molecola vanno incontro all’invecchiamento: in conseguenza di ciò, i tessuti divengono sempre più poveri di acido ialuronico, apparendo svuotati e avvizziti. Questo processo innesca un circolo vizioso fra impoverimento di acido ialuronico e morte cellulare che può essere ritardato dall’uso di terapie adeguate.

A seconda dell’entità e della tipologia predominante del danno, il dermatologo, spesso in collaborazione con il nutrizionista, può studiare un percorso individuale volto a migliorare la salute e dunque l’aspetto della pelle.

Per stimolare la proliferazione dei fibroblasti dermici e la produzione dell’acido ialuronico si può ricorrere all’effetto peeling. Esso è ottenuto mediante l’applicazione di cheratolitici, ovvero acidi che disgregano lo strato più esterno della pelle producendo una lieve ustione chimica controllata. In risposta a ciò, la pelle è stimolata ad attuare processi rigenerativi che migliorano l’aspetto estetico delle piccole rughe superficiali.

Questo effetto può essere ottenuto attraverso una singola applicazione di acido operata dal dermatologo, più rapida e incisiva, chiamata Peeling, eventualmente ripetuto nel tempo, oppure attraverso l’applicazione protratta di acidi più blandi che progressivamente stimolano la rigenerazione.

La Biorivitalizzazione o Biolifting non riempie le rughe profonde.  Si esegue iniettando acido ialuronico nel derma con lo scopo di idratare la pelle in profondità e di stimolare la produzione di collagene ed elastina contrastando in tal modo il rilassamento cutaneo.

Biorivitalizzazione con PRP, ovvero con plasma arricchito in piastrine è una tecnica più raffinata ed innovativa. Il plasma contenente le piastrine viene separato dal sangue estratto dalla persona stessa ed iniettato nel derma per ottenere un effetto rigenerativo più profondo e prolungato nel tempo.

La biorivitalizzazione va effettuata in cicli di 4 -6 sedute da effettuare a due o tre settimane di distanza l’una dall’altra. Poiché è effettuata con prodotti biocompatibili e riassorbibili non ha controindicazioni o effetti collaterali.

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